Agenda 21 | Provincia di Roma

Agenda 21 Locale è un processo di partecipazione organizzato che prevede il coinvolgimento dei cittadini e della comunità locale nella definizione dei problemi, degli obiettivi, degli strumenti e delle azioni per un futuro durevole e sostenibile...

 
 

Prodotti verdi

 

Con l’espressione “prodotti verdi” o “ambientalmente preferibili” si intendono i prodotti e servizi “a ridotto impatto ambientale”, ossia quei prodotti che durante l’intero ciclo di vita presentano un minore impatto sull’ambiente e sulla salute umana rispetto agli altri prodotti destinati allo stesso scopo ed equivalenti nell’uso.

Per la valutazione e la comparazione degli impatti sull’ambiente dei prodotti/servizi si fa riferimento a quelli generati durante le varie fasi dell’intero ciclo di vita (“dalla culla alla tomba”), ossia dall’estrazione delle materie prime, alla fabbricazione, alla distribuzione (compresi gli imballaggi), all’uso/consumo e al “fine vita” (riuso, riciclo, smaltimento).

Per semplificare il processo di individuazione di prodotti ambientalmente preferibili, negli ultimi anni si sono sviluppati vari strumenti di comunicazione ambientale di prodotto, come le eco-etichette o marchi ecologici.

I marchi ecologici o etichette ambientali sono marchi applicati direttamente su un prodotto o su un servizio che forniscono informazioni sulla sua prestazione ambientale complessiva, o su uno o più aspetti ambientali specifici.

Per le imprese, i marchi ecologici sono uno strumento di mercato utile a dare evidenza alle prestazioni ambientali dei propri prodotti rispetto a quelle dei prodotti concorrenti privi di tale marchio. Il marchio di qualità ecologica costituisce quindi un’importante leva di marketing, in quanto attraverso esso è possibile indirizzare gli acquisti dei consumatori finali verso beni più rispettosi dell’ambiente. Dall’altro lato, i marchi ecologici sono fondamentali ai fini della promozione del consumo responsabile, poiché favoriscono l’accesso dei consumatori a informazioni comprensibili, pertinenti e credibili.

Le etichette ecologiche possono essere suddivise in obbligatorie e volontarie.

  • Le etichette obbligatorie si applicano in diversi settori (sostanze tossiche e pericolose; elettrodomestici; prodotti alimentari; imballaggi; elettricità da fonti rinnovabili…) e obbligano i produttori ad attenersi a determinate prescrizioni legislative.
  • Le etichette volontarie sono marchi che il produttore può ottenere una volta verificata la rispondenza dei propri prodotti ai criteri stabiliti da un sistema specifico.
  • 1. TIPO I: Etichette ecologiche volontarie basate su un sistema multicriteria che considera l’intero ciclo di vita del prodotto, sottoposte a certificazione esterna da parte di un ente indipendente (tra queste rientra, ad esempio, il marchio europeo di qualità ecologica ECOLABEL). (ISO 14024);
  • 2. TIPO II: Etichette ecologiche che riportano auto-dichiarazioni ambientali da parte di produttori, importatori o distributori di prodotti, senza che vi sia l’intervento di un organismo indipendente di certificazione (tra le quali: ”Riciclabile”, “Compostabile”, ecc.). (ISO 14021);
  • 3. TIPO III: Etichette ecologiche che riportano dichiarazioni basate su parametri stabiliti e che contengono una quantificazione degli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto calcolato attraverso un sistema LCA. Sono sottoposte a un controllo indipendente e presentate in forma chiara e confrontabile. Tra di esse rientrano, ad esempio, le “Dichiarazioni Ambientali di Prodotto”. (ISO 14025) Tra le etichette volontarie, rivestono particolare importanza sul mercato le etichette che considerano gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
    Tra queste, le più diffuse sono: l’Ecolabel Europeo, il Blauer Engel, il White Swan, l’Energy Star